Edward, il fato misterioso di Edoardo II d’Inghilterra


Nel cuore dell’Oltrepò pavese, e precisamente nell’Eremo di Sant’Alberto di Butrio, vi è un antico sarcofago scavato nella pietra che giace, vuoto, sotto un’arcata nei resti del chiostro. I frati dell’eremo e la tradizione orale della zona sostengono che quel sarcofago vuoto fosse la tomba originale di Edoardo II Plantageneto, re d’Inghilterra. Una storia per ragazzini?

Me lo diceva mio nonno quando mi portava all’eremo, che qui era stato sepolto un re!

Lo diceva Mariarosa Gatti, CEO de “I viaggi di Tels” che abbiamo conosciuto durante un corso di aggiornamento sul marketing turistico (per inciso, lo stesso corso dove nacque l’idea del nome “Casale Oltrella”).

Un giorno Mariarosa si presentò in classe e annunciò orgogliosa che la storiella per bambini di suo nonno aveva trovato conferme in una ricerca storica a cui aveva contribuito, e che nel mese di giugno (era il 2016) sarebbe stato pubblicato uno dei frutti della ricerca: il romanzo Edward, edito da Piemme e scritto da un amico e collega de I viaggi di Tels, l’australiano Ivan Fowler.

Era la prima volta che sentivamo parlare di questa storia. Un re inglese, per giunta uno così controverso, è davvero vissuto in Oltrepò pavese? (ve lo ricordate Edoardo II, il figlio inetto del re in Braveheart?)

Intrigati e incuriositi, trovammo informazioni sul blog del progetto da cui poi ha avuto origine il romanzo, theauramalaproject.wordpress.com:

The Auramala Project coinvolge storici, genetisti e genealogisti in Italia, Inghilterra e Stati Uniti, cercando di risolvere il mistero del Re Edoardo II d’Inghilterra in Italia.

Scopriamo che il progetto è nato quasi per gioco e piano piano, con la passione, ha coinvolto un folto gruppo di contributori trasformandosi nell’ambizione di riscrivere una pagina di storia “dal basso”. Coordinato dall’associazione culturale “Il mondo di Tels” il progetto si è concentrato sulla ricerca e lo studio di antichi documenti e corrispondenza in musei e archivi, per poi allargarsi includendo nuove fonti e intervistando nuovi esperti, fino a entrare in contatto con due storici britannici di spicco, Ian Mortimer e Kathryn Warner.

Il blog del progetto spiega in questo post l’oggetto del contendere:

La storia contemporanea Inglese ed Europea afferma che Edward II morì nel 1327, forse assassinato nel castello di Berkeley. Col passare del tempo, dopo la sua morte, le cronache abbellirono la storia via via con più strati di interpretazione. D’altra parte esistono prove che indicano che Edoardo II in realtà non morì in quella data. Le prove sono raccolte e discusse qui, qui, qui, qui e qui (solo per cominciare) sul blog di Kathryn Warner [nda in inglese]. Esse includono una lettera dell’Arcivescovo di York del tempo, William Melton, indirizzata all’allora sindaco di Londra, e una lettera (La lettera Fieschi) che si pensa scritta da un notabile papale diventato in seguito  vescovo, che appare indirizzata a Edoardo III stesso. Altri eventi contemporanei instillano il dubbio sulla morte di Edoardo II, come ad esempio un piano per liberarlo dalla prigionia, successivo alla sua supposta morte.

Kathryn Warner, fra l’altro, venne a Pavia nel settembre 2015 in occasione dell’uscita di “Edward II, The Unconventional King”, biografia del re scritta in lingua inglese. In quell’occasione rilasciò un’intervista a La Provincia Pavese nella quale si mostrò d’accordo con molti dei dubbi espressi dal team di The Auramala Project.

I risultati delle ricerche e la conoscenza approfondita di Edward e del suo tempo hanno ispirato Ivan Fowler a pubblicare un romanzo che, pur raccontando i fatti basati sulle prove scoperte, vi ha aggiunto una trama e alcuni personaggi di pura fantasia.

La presentazione del romanzo è avvenuta il 26 giugno 2016 presso il Castello di Oramala. Dopo aver conosciuto Mariarosa e seguito le vicende di uno dei più antichi “cold case” della storia, non potevamo mancare alla presentazione.